sabato 9 gennaio 2010
mercoledì 18 novembre 2009
Il Gruppo Consiliare PdL in quartiere per i cittadini!
La prima riguarda i disagi causati dal "Circo Paniko" (panico sì, quantomeno per i cittadini!) - nome che già fa capire la matrice politica di questi "artisti" -, nella settimana precedente (12-15 novembre).
In particolare si è chiesto all'amministrazione della nostra circoscrizione con quali permessi i membri di "Circo Paniko" abbiano occupato il Parco11 Settembre, sostando sui prati con mezzi di trasporto, vendendo cibo e alcoolici senza rilasciare scontrini e soprattutto arrecando disagi ai cittadini della zona, a causa del protrarsi fino a tarda notte delle proprie iniziative. Il tutto è stato per completezza corredato di foto a testimonianza di quanto avvenuto.
La seconda intepellanza riguarda l'organizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti, in particolare quella della plastica nella zona del centro. In alcune zone in particolare infatti, è praticamente impossibile trovare i cassonetti adibiti alla raccolta della plastica, a fronte di un'utenza privata e commerciale (come grandi condomini e ristoranti) che inevitabilmente producono grandi quantità di questo materiale.
In particolare, essendo allo studio da parte del comune un piano per riorganizzare la raccolta dei rifiuti, la nostra interpellanza ha chiesto quali siano gli interventi che si intendono mettere in campo al Porto e con quali tempistiche.
Auspichiamo che su entrambi questi casi specifici l'amministrazione del Quartiere ci dia risposte concrete, in quanto sono esempi reali dei problemi di sicurezza e vivibilità che ogni giorno i residenti di Bologna si trovano ad affrontare, al di là degli slogan di parte.
Ringraziamo i residenti che ci segnalano questi problemi, segno che, mentre la Sinistra si riempie la bocca con "l'amministrazione partecipata", il Popolo della Libertà, senza proclami, collabora realmente con i cittadini per il bene di Bologna!
lunedì 2 febbraio 2009
lunedì 1 dicembre 2008
L'angolo di Letizia...Liber Paradisus
Questo non frenò comunque la fantasia degli addetti ai lavori (di toponomastica), ed alcuni anni fa fiorirono, per così dire, rotonde e svincoli intitolati a divi del cinema, cantanti e sportivi; c’è anche la proposta di intitolare una strada a Mickey Mouse, vi giuro che è vero.
E poi c’è Piazza Liber Paradisus. Che innanzitutto, con tutte quelle esse, sicuramente non viene incontro alla pronuncia ruspante dei tre quarti dei bolognesi. E già mi immagino l’intasamento telefonico delle centraline dei taxi, per il complicato spelling necessario alla comprensione del nome: “Radiotaxi? Mi manda un’auto a Piazza del Paradiso Libero?” “Come dice, scusi?” “Una macchina. Un’auto a Piazza… Libreparissus!” “Cosa ha detto? Piazza Libero Parisio?” “No, Piazza Libroparisso. La piazza del nuovo Comune, il palazzo tutto in vetro insomma!” “Ah, ok… Monza 9 fra tre minuti, buona giornata!”.
In realtà, accantonato il tono sarcastico e provocatorio con cui ho volutamente introdotto l’argomento, il fatto che la stragrande maggioranza dei libri di storia destinati alla scuola non citi quest’opera è una lacuna non di poco conto.
Il Liber Paradisus a cui è intitolata la Piazza della nuova sede del Comune, al quartiere Navile, è un documento risalente al 1257 con il quale Bologna, prima al mondo, sancì l’abolizione dei Servi della Gleba (ultima classe della società, di feudale memoria), e la liberazione incondizionata di tutti coloro che vi appartenevano, senza distinzione di sesso o di età. Tale liberazione, ad onor del vero, costò una bella somma alle casse comunali, perché i servi furono pagati ai rispettivi padroni al corrente prezzo di mercato, che non prevedeva differenze fra uomini e donne ma solo fra maggiorenni o minorenni (a quel tempo la maggiore età si raggiungeva a 14 anni), ed il riscatto ebbe il prezzo complessivo di 54.014 lire bolognesi. Al di là del gesto, per così dire, umanitario, vanno tenuti presenti gli interessi economici di tale mossa: più cittadini liberi, e stiamo parlando di quasi seimila persone, significavano innanzitutto un maggior introito in termini di tasse. Inoltre, già allora, con circa sei secoli e mezzo di anticipo sulle teorie Tayloriste della rivoluzione industriale, si era capito quanto potesse aumentare la produttività di un individuo libero rispetto a quella di un uomo tenuto in uno stato prossimo a quello della schiavitù.
La stesura del Liber Paradisus, in latino, fu affidata a quattro notai, uno per ciascuna delle circoscrizioni in cui era diviso il territorio comunale, e riporta l’elenco completo, suddiviso per quartiere, dei nomi dei servi affrancati, 5.855 nel complesso, e dei 379 proprietari a cui appartenevano. Il titolo, chiamiamolo così, di tale volume, trae ispirazione dall’incipit del prologo del medesimo, attribuito a Rolandino de’ Passeggeri, che racconta di come Dio in Paradiso avesse creato, in principio, l’uomo assolutamente e completamente libero.
Detto per inciso, Rolandino de’ Passeggeri fu un personaggio tutt’altro che marginale nella vita della Bologna di epoca comunale: nominato Segretario del Comune di Bologna nel 1246, segnò per circa mezzo secolo tutte le vicende politiche della città. E, personalmente, e che nessuno me ne voglia male, mi fa venire in mente il Bossi dei primi giorni dopo la vittoria elettorale dello scorso aprile, il Bossi dei trecentomila uomini sempre pronti con i fucili caldi: a Rolandino è infatti attribuita la risposta secca che i Bolognesi diedero all’imperatore Federico II dopo la battaglia di Fossalta: “se l’imperatore Federico verrà coi suoi eserciti, troverà i bolognesi pronti con le spade in pugno per resistere come leoni”.
Il volume, recentemente restaurato, oltreché interamente fruibile in formato digitale, è conservato all’Archivio di Stato di Bologna, in Piazza de’ Celestini.
Letizia Scirè
mercoledì 15 ottobre 2008
Stop al degrado!
Una volta queste vie erano considerate alcune tra le più belle di Bologna. Oggi invece degrado, criminalità dilagante e incuria le hanno rese insicure, abbandonate dai cittadini normali, lasciandole in balia a sbandati di ogni tipo.
I residenti hanno cercato un dialogo con l'Amministrazione, tramite due incontri ufficiali, promossi su richiesta dei comitati di zona, dal Presidente di Alleanza Nazionale ENZO RAISI: la prima volta l'Assessore Libero Mancuso ha incredibilmente sostenuto di non aver mai ricevuto comunicazioni sulla situazione della zona, come se fosse sconosciuta a tutta Bologna; nella seconda riunione, il Vicesindaco Anna Scaramuzzino, a fronte delle proteste - civilissime peraltro - dei cittadini ha deciso di abbandonare l'aula.
Numerose sono state le proposte presentate dai cittadini e dal consigliere di AN/PdL GALEAZZO BIGNAMI, che sono a tutt'oggi rimaste senza risposta.
Nonostante tale comportamento da parte dell'Amministrazione sia palesemente irresponsabile, il Popolo della Libertà ribadisce la volontà di collaborare con l'Amministrazione proponendo:
- lo spostamento della mensa di via del Porto 15 (che purtroppo è diventata una clamita per sbandati, invece che un aiuto ai meno fortunati) in via sperimentale per almeno sei mesi consecutivi, per verificare la situazione della zona;
- trasparenza nell'assegnazione degli alloggi di via Avesella 2/2, in modo da evitare la creazione di un ghetto per immigrati;
- potenziamento della presenza di agenti di PM nella zona compresa tra Stazione, Via Indipendenza, via Riva Reno e viale Pietramellara;
- completamento della rete di videosorveglianza, ad oggi incompleta;
- potenziamento dei controlli diurni e serali delle zone più critiche, come l' "orinatio" di via del Porto e delle vie limitrofe, il "ritrovo" per tossicodipendenti dei Giardini Fava, il "soggiorno" per ubriachi di Piazza dei Martiri, lo "spacciatoio" di Piazza XX Settembre, il "dormitorio" di via Montebello;
- incremento degl interventi di pulizia di HERA nella zona;
- controlli sulle presenze dell'immobile ECA di via Don Minzoni.
Continuate a segurci, non mancheremo di tenervi informati e di vigilare sulla condotta dell'Amministrazione su tali temi.
